Oltre il palco
Sanremo vive nei contenuti, nelle conversazioni e nelle community. E ridefinisce il ruolo di artisti, media e brand.
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In questa nuova uscita parliamo di Sanremo grazie al nuovo report ONIM.
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Sanremo non è più un festiva. È un’infrastruttura narrativa
Ogni anno proviamo a raccontare Sanremo come un evento. Un momento. Una settimana. Un picco.
E ogni anno i dati ci dicono la stessa cosa: non è più così.
Sanremo è qualcosa di diverso. Qualcosa che va oltre il palco.
È un sistema.
Il palco è solo l’inizio
Nell‘ultimo report di ONIM in collaborazione con Kolsquare abbiamo analizzato i numeri social dietro al Festival. In questa edizione i 33 artisti in gara hanno pubblicato oltre 3.000 contenuti durante la settimana del Festival.
L’88% su Instagram.
Un numero che, da solo, racconta un cambio di paradigma.
Il contenuto non è più quello che accade sul palco. È quello che accade intorno.
Backstage.
Reazioni.
Duetti.
Momenti fuori scaletta.
Sanremo non è più solo uno show. È un flusso.
La community batte la classifica
C’è un dato che vale più di tutti.
Gli artisti che hanno dominato i social non sono sempre quelli che hanno dominato la classifica. Sayf, Ditonellapiaga, Tony Pitony.
Nomi che non sempre coincidono con il podio, ma che hanno saputo fare una cosa diversa: attivare le persone.
Il report lo dice chiaramente: l’autenticità e la capacità di generare contenuti virali convertono più della posizione in classifica.
È un passaggio sottile, ma enorme.
La televisione misura il successo. I social misurano la relazione.
E oggi, sempre più spesso, è la seconda a determinare la prima.
Non vince chi pubblica di più, ma chi genera qualcosa
C’è un altro dato interessante. Samurai Jay è l’artista più attivo: 181 contenuti pubblicati.
Fedez, invece, ottiene la reach più alta con pochissimi contenuti.
Due strategie opposte. Entrambe efficaci.
Perché il punto non è la quantità.
È la capacità di generare:
attenzione
conversazione
riconoscibilità
Non basta esserci. Serve lasciare qualcosa.
I media verticali hanno capito tutto
Se guardiamo i brand e i partner, emerge un altro segnale forte.
A performare meglio non sono solo gli sponsor. Sono i media verticali.
Esse Magazine, Radio Italia, Rai Radio 2.
Contenuti editoriali, commento, ironia, pagelle.
Il pubblico non cerca più solo la diretta. Cerca interpretazione. Vuole qualcuno che racconti il Festival per lui.
E questo cambia completamente il ruolo dei contenuti.
Non più distribuzione. Ma mediazione culturale.
Instagram è il centro. Ma non basta più
Le collaborazioni tra brand e creator si concentrano ancora su Instagram.
I Reel dominano per volume. Ma qualcosa si sta muovendo.
TikTok cresce. E lo fa perché è il linguaggio naturale della musica.
YouTube resta più piccolo, ma con un ruolo preciso: contenuti più lunghi, più profondi, più “definitivi”.
Non è una questione di piattaforme. È una questione di momenti.
Il Festival come acceleratore
Sanremo continua a fare quello che ha sempre fatto. Amplificare.
Ma oggi amplifica qualcosa di diverso. Non solo la notorietà. Ma le community.
Un artista può crescere di centinaia di migliaia di follower in pochi giorni.
Ma questa crescita non è automatica.
Dipende da:
strategia
contenuti
capacità di attivare il pubblico
Il palco ti espone. I social ti costruiscono.
Da evento a ecosistema
Forse è qui il punto. Sanremo non è più un evento televisivo. È un ecosistema narrativo in cui convivono:
artisti
creator
media
brand
community
Un luogo dove ogni attore produce contenuto. E ogni contenuto contribuisce a costruire il racconto. Un approccio realmente transmediale.
La vera lezione
Se c’è una cosa che questo report ci dice, è questa: non vince chi è più visibile. Vince chi è più rilevante.
Non vince chi parla di più. Vince chi riesce a far parlare gli altri.
Non vince chi sale sul palco. Vince chi riesce a restare fuori dal palco.
Cosa devono imparare i brand da Sanremo
Per anni le attivazioni a Sanremo sono state pensate come presenza: logo, visibilità, associazione. Oggi non funziona più così.
Perché Sanremo non è più un contesto in cui inserirsi. È un ecosistema in cui partecipare. E i brand che funzionano sono quelli che fanno tre cose.
La prima: entrano nella conversazione.
Non interrompono. Non forzano.
Si inseriscono nel linguaggio del Festival, nei suoi codici, nei suoi momenti.
La seconda: costruiscono contenuti, non attivazioni.
Non si limitano a “esserci”, ma producono qualcosa che abbia senso anche senza il brand. Qualcosa che le persone vogliono guardare, condividere, commentare.
La terza: lavorano con chi quella conversazione la guida già.
Creator, media verticali, community. Non come amplificatori, ma come co-autori.
Perché il punto non è più usare Sanremo. È diventare parte del racconto di Sanremo. Da sponsorship a partecipazione.
Qui è possibile scaricare il report completo
Campagne e progetti da urlo
L’Oreal - Fuori dal Vaso
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